Durante il primo Personal Democracy Forum europeo Anthony Hamelle di Linkfluence ha presentato una social network analysis riguardante i siti di news e i blog di Germania, Olanda, Francia e Italia.
Purtroppo il paper non espone la metodologia e le fonti di analisi, lasciandoci solo le conclusioni.

Map & Analysis of the European political web

Tra queste emerge che generalmente le conversazioni vengono dentro i confini di ogni comunità nazionale, ma le posizioni euroscettiche riescono a travalicare tali confini trovando sponde internazionali.

Inoltre non si può non segnalare la peculiarità della blogo/infosfera italiana, che come racconta Sergio, appare isolata, richiusa in se stessa, sostanzialmente disinteressata all’agenda dell’Unione e pesantemente incline alle opinioni personali piuttosto che alle analisi politiche.

Le cause? Alcune le evidenzia Giuseppe, aggiungo la scarsa cultura della rete intesa come fiducia che, attraverso un dibattito intellettualmente onesto svolto in rete, si possa effettivamente contribuire alla crescita della cultura politica, se non alla formazione dell’agenda.

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3 Other Comments


4 Responses to “Web e politica in Europa – il caso italiano”

  1. 1 Fabio Giglietto

    Analoghi risultati rispetto alla chiusura della rete italiana su se stessa arrivano dalla ricerca su FriendFeed presentata due giorni fa da Luca Rossi a Urbino.

  2. 2 Pier Luca Santoro

    Caro Luca,
    Una distinzione ed una precisazione. Distinguerei i blog a contenuto professionale dagli altri separandoli x differenza di obiettivi. Quelli professionali sono tutti "corporate blog": blog tenuti per emergere a livello individuale, non sorprenda dunque individualismo e quant’altro. I commenti nei blog sono prevalentente di natura promozionale; commento x lasciare traccia del mio blog.
    Dai noi si commenta il fatto e di esprimono opinioni su ricerca anglosassone non sulla ns realtà a causa di una carenza di qualità [ne parlo domani] e quantità delle ricerche disponibili.
    Dovendo scegliere una ipotesi propenderei per quella suggerita da Vincenzo Cosenza.
    Un abbraccio
    Pier Luca

    PS: Coerentemente con quanto affermato ho deciso di non inserire il riferimento al blog che curo :-)

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  3. 3 Aubrey

    Caro Luca,
    gli strumenti, come dici tu, sono importanti. Ed è vero pure che contano moltissimo le persone che li usano, ma anche il design dei sistemi in sè.
    Ripetuto quello che hai detto tu, mi sembra, in questo senso, che FF e FB siano strumenti troppo potenti, troppo aggreganti, troppo aperti ad ogni tipo di conversazione.
    Il commentare ogni cosa, il principio del like, il fatto che entrambi siano pubblicizzati ai miei contatti, aumentano esponenzialmente l’informazione disponibile. Sono troppo aperti, troppo rumorosi. Io non vorrei sapere tutto quello che fa una persona, ma solo le cose che mi interessano. Su FB è quasi maleducato non avere come amico una persona che conosci, ma di cui non sei interessato alla vita online (perchè dai SN cerchi informazione e non cazzeggio, perchè avete interessi molto diversi, diverse esperienze, diverse competenze in campo informatico). Su FF, non è quasi possibile filtrare. Si riceve informazioni da chiunque per qualcunque cosa, non è possibile o comunque non è comodo utilizzare gli hide, togliere sottoscrizioni non aiuta più di tanto. Non vi è modo di selezionare solo ciò a cui siamo interessati. In entrambi, è troppo *facile* la deriva al cazzeggio, questo è il punto.
    I blog, diversamente, sono più statici e aiutano di più la meditazione e la concentrazione, in tutti i sensi.
    Dunque, sembra, avere degli strumenti con limiti piuttosto evidenti può servire a focalizzare.
    Ogni comportamento complesso, emergente che conosciamo è scontro fra ordine e disordine; forse noi ci stiamo concentrando più sul togliere limiti ch enel mettere delle guide…

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  4. 4 Riccardo Polesel

    Caro Luca,
    concordo con te sul fatto che Giuseppe Granieri ha fatto una provocazione intelligente con un bel titolo. Non sono d’accordo su molte delle cose che dice ma è in questo modo che si genera innovazione, crescita e consapevolezza. A mio parere, il post stesso sulla "blogosfera molle" sottolinea l’importanza della dimensione personale di un blog. E’ l’esperienza, il giudizio e la dimensione di chi lo crea che ne determinano il valore stesso. Se si parte dall’assunto che la blogosfera sia un universo sufficientemente standardizzato, anche secondo logiche molto italiche, a mio parere non si va molto avanti. Leggo molti blog di persone con molte cose da dire, spesso intelligenti, spessissimo molto diverse tra loro. Non capita molto spesso. E’ vero, certe volte la contrapposizione politica a tutti i costi prende il sopravvento ma il blog rimane, per sua natura, un luogo di riflessione e confronto argomentato. Per questo, diversamente da altri, perseguo la massima condivisione delle idee, anche in una logica individualista (che non ritengo per niente negativa). Per questo, ti segnalo il mio blog: http://liberononprofessionista.blogspot.com. A breve, ci sarà un post sull’argomento, tutt’altro che molle.

    This comment was originally posted on Luca De Biase

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