Facebook permette di rendere pubblico lo status
12 Comments Published giugno 24th, 2009 in Analisi, Social Media. Tags: facebook.Ne avevo parlato ieri e pochi minuti fa Facebook ha annunciato il lancio di una versione beta del nuovo Publisher, il componente che permette di condividere elementi video, audio, testuali. In pratica ora l’utente potrà decidere di volta in volta di graduare la visibilità del proprio status. In particolare potrà scegliere di renderlo visibile ad una delle seguenti categorie:
- Amici
- Amici e Networks: i propri amici e le persone che appartengono alle nostre stesse reti (scuola, lavoro, ecc…)
- Amici degli Amici: tutti coloro che sono amici dei nostri amici
- Tutti: visibilità massima anche a chi non è iscritto a Facebook (settato di default)
- Custom: scelta di un amico o di una lista di amici da includere o escludere dalla condivisione
La prima conseguenza di questo flusso pubblico di contenuti e conversazioni, unito alla disponibilità delle API relative, sarà un ecosistema di sviluppatori e di mash-up molto simile a quello tuttora esistente per Twitter…con una piccola differenza: l’ampiezza delle informazioni tra le quali sarà possibile sguazzare per gioco o per studio.
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12 Responses to “Facebook permette di rendere pubblico lo status”
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- 2 Pingback on lug 3rd, 2009 at 9:52 am
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la fine di Twitter è vicina ?
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A me il lucchetto, pur avendo la versione US di FB ancora non è comparso ma immagino sia questione di update. Spero che non venga attività “everyone” come impostazione di default: a RWW hanno chiarito che se il tuo profilo ha una privacy e non è pubblico, everyone non vuol dire sparare il tuo status a tutti.
Non credo francamente che a Twitter interessi l’uso che ne fa l’utente, quanto sia preoccupata dal fatto che un utente si iscrive ma si stanca di utilizzarlo rapidamente.
Certo è che per le aziende la ricerca è uno strumento vitale per scoprire le conversazioni e i pensieri e hanno cavalcato l’onda.
E poi questa homepage è sponsorizzabile, quella precedente non si prestava… da qualche parte devono iniziare a monetizzare.
This comment was originally posted on Vincos Blog
La storia di come Twitter si è evoluto è molto legata alle scelte che ne hanno fatto gli utenti. Di fatto agli sviluppatori, fino ad ora, è bastato assecondare gli “stimoli” della community: @ per le risposte, # hashtag fino alla ricerca.
Di fatto questo netto cambio di direzione (che non mi sembra sia stato esplicito in precedenza) pone le basi per una monetizzazione più semplice del servizio, ma anche ad una piattaforma informatica globale. I popular topic by the minute sono indicativi di quanto sarà rilevante l’informazione all’istante.
This comment was originally posted on Vincos Blog
Io in realtà rifletterei sullo statuto di Twitter come “ambiente informativo” sin dall’origine più che come personal network. Sono personal network Facebook, LinkedIn o FriendFeed ma Twitter, è sempre stata una piattaforma di condivisione rapida delle informazioni al proprio pubblico più che un modo per mostrare le proprie connessioni, commentare, trovare gli amici.
Proprio su questo fronte Twitter ha subito la concorrenza di una serie di tool e piattaforme che permettevano di espandere ed integrare la sua funzione “search” molto spartana, e, per certi versi, imprecisa.
Il cambiamento di mission secondo me corrisponde anche a questa esigenza di restare al passo rispetto ad altri tool e di sfruttare in prima persona le proprie potenzialità e, certamente, anche di riuscire a convertirle economicamente.
Il cambio è certamente molto significativo anche perchè sposta completamente l’accento sulla condivisione e non sulla segnalazione individuale, come hai sottolineato anche tu.
Bisogna inoltre evidenziare la continua ibridazione e contaminazione fra piattaforme che implementano le proprie funzioni anche in conseguenza alle modifiche operate dalle altre. Dove ci porterà questo processo? Ad avere servizi sempre più specializzati oppure omogenei e business oriented?
This comment was originally posted on Vincos Blog
Finalmente dopo un bel po di tempo, torno di nuovo a rileggere le news importanti.
Concordo con Tommaso che dice che twitter non ha fatto altro di assecondare gli utenti (cosa giustissima)
La home page per un servizio come twitter, secondo me è un po scarna (lo so perchè noi stiamo riprogettando la nostra), entrambi diamo un servizio di ciò che sta succedendo in tempo reale ed è giusto che anche chi arrivi sappia (non solo tramite hashtag).
Twitter ha aggiunto features che altri servizi hanno nativamente e si appoggia a strumenti esterni, quindi non riuscirà mai a dare un’informazione completa di tutto
This comment was originally posted on Vincos Blog
E’ sicuramente un passo interessante, segno di un cambiamento che sta, probabilmente, sta iniziando.
Occorre vedere come proseguirà e con quale velocità: ciò che gli utenti “chiedono” è testimoniato dalla quantità di strumenti che popolano l’ecosistema Twitter e se fossero integrati tutti potremmo trovare un oggetto non molto dissimile da uno che già conosciamo, FB.
This comment was originally posted on Vincos Blog
Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
Perchè è importante la nuova homepage di Twitter ? La risposta esatta non ha a che fare con l’innovazione tecnologica, bensì con la strategia di mercato….
This comment was originally posted on Vincos Blog
Sono molto daccordo con il post e soprattutto sui 3 perchè di questo cambiamento.
Ritengo, per quanto riguarda Twitter, che la novità stia nel aver “dichiarato” esplicitamente il cambio di strategia. Risulta piuttosto evidente che questo SN ha già da qualche tempo la peculiarità di “agilizzare” le notizie; forse ora se ne sono accorti anche i responsabili. Probabilmente dato che il business model di Twitter non è mai stato ben definito, ora hanno deciso di marcare questo sentiero.
Sono molto curioso anche del nuovo motore di ricerca Yahoo! powered by Bing che sicuramente potrà dare fastidio alla grande G. Secondo me (http://paoloratto.blogspot.com/2009/07/microhoo-vs-google-e-sfida-finale.html) la sfida sulla search è appena cominciata.
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