Facebook ha appena lanciato Questions. In pratica da questo momento lo strumento “Publisher” oltre a permettere di scrivere un messaggio di stato, aggiungere foto o video, consente di fare domande ai propri contatti.

Di conseguenza si potrà rispondere, votare la risposta giusta o semplicemente seguire l’evoluzione delle risposte. Il tutto viene aggregato in un’apposta pagina chiamata “questions dashboard”.

Questa mossa rappresenta una seria minaccia al servizio di maggior successo di Yahoo!: Answers.

Update: testandola mi sono accorto che la nuova funzione e’ disponibile anche per gli amministratori delle Pagine Ufficiali. Dunque, se ben usata, non e’ soltanto un efficace strumento di coinvolgimento della community, ma anche un potente sistema per ottenere suggerimenti dai propri consumatori o prospect.

Forrester Research ha scoperto che solo il 4% delle popolazione online statunitense ha usato almeno una volta un Geo Social Network come Foursquare, Gowalla, Loopt.

Il dato dovrebbe sorprendere giornalisti e studiosi che negli ultimi giorni hanno addirittura parlato di un fenomeno italiano.

Un boom che riguarda anche l’Italia, come conferma Monica Fabris, sociologa e presidente dell’istituto di ricerca Gpf (fondato da Gian Paolo Fabris), che ha un osservatorio permanente sui social network: “Foursquare piace perché sposa due cose che piacciono agli italiani: mobilità e socializzazione. E poi simbolizza la nuova fase del Web 2.0: la contaminazione tra reale e virtuale. La socializzazione on line entra nella vita reale. Le due dimensioni della persona si ricompongono”.

Mi piacerebbe capire dalla dottoressa con quali mezzi ha rilevato questo boom di Foursquare in Italia (sul suo sito non v’è traccia di uno studio in tal senso), visto che sia Nielsen che Google Trends for Websites non rilevano un’utenza particolarmente alta nel nostro paese (nella migliore delle ipotesi intorno agli 80.000 visitatori mensili).

Una recente survey di Gartner – su 4000 consumatori in 10 paesi – mostra come la maggioranza dei consumatori usi la propria rete sociale anche per prendere decisioni d’acquisto informate (cosa finora avvenuta soprattutto nell’ambito dei forum).
Gartner prova ad individuare anche tre tipologie di soggetti che, rappresentando un quinto dei consumatori, in qualche modo, con la loro attività in rete, influenzerebbero il 74% della popolazione online: Salesmen, Connectors, Mavens.

I Salesmen, pur non essendo dei venditori autorizzati di una certa azienda, hanno la capacità innata di influenzare con lo proprie opinioni gli acquisti dei propri contatti.

I Connectors, frequentando più gruppi sociali, fungono da ponte di comunicazione tra gruppi diversi di persone, facendo fluire informazioni anche d’acquisto.

I Mavens sono esperti riconosciuti in un determinato settore, propensi ad aiutare gli altri con i propri consigli e dunque molto ascoltati in prossimità di acquisti.

Questa è una fotografia scattata negli ultimi 3 mesi del 2009. Immagino che la percentuale sia già aumentata nel corso di questo anno.

Vincos su Le Monde

Su Le Monde di ieri 24 luglio 2010, una mia intervista sul fenomeno Facebook. La trovate sia online che embeddata qui sotto. Una curiosità: nell’intervista ho detto alcune delle cose che la giornalista ha fatto proprie per scrivere il pezzo, ma non la prima risposta che mi viene attribuita. Niente di grave…son giornalisti :)

A 5 anni e mezzo dal lancio Facebook ha raggiunto 500 milioni di iscritti (in Italia si avvicina a 17 milioni). Un risultato che non soddisfa l’ambizioso Zuckerberg che ha dichiarato di voler raggiungere un miliardo di utenti. Per farlo dovrà convincere le popolazioni dell’Asia e dell’Africa dove la penetrazione è rispettivamente del 2.3% e 1% della popolazione.

Grafico O’Reilly Research